wonderlad : TIPISTUDIO


WonderLAD, casa d’accoglienza per bambini affetti da malattie gravi

tipologia: concorso
cliente: LAD onlus
anno: 2014
luogo: Catania
coautori: Maria Chiara Lopardo

La proposta progettuale mira alla realizzazione di una “casa” dove bambini gravemente malati possano essere accolti e gestirsi in un ambiente familiare, accessibile ed inclusivo. Le esperienze esclusive ambulatoriali, per quanto necessarie, rischiano di diventare ghettizzanti per soggetti giovani che si trovano già in una situazione difficoltosa e necessitano non solo di cure mediche ma anche di un supporto psicologico. In questo senso il progetto cerca di restituire un ambiente aperto, di socialità, dove i piccoli ospiti possano vivere in serenità.
La progettazione dell’edificio pertanto è stata guidata da tre principi fondamentali: accessibilità, inclusività e sostenibilità. Un rapporto equilibrato con il contesto è raggiunto modellando l‘edificio secondo geometrie elementari. Il monoblocco quadrato deriva da necessità costruttive, funzionali e distributive: è più economico da realizzare, ottimizza il connettivo, è compatibile con la struttura in pannelli microlamellari di faggio richiesta dal bando ed infine il volume compatto è tendente al risparmio energetico. Se tale compattezza è lavorata in modo da aprirsi verso l'intorno, il blocco diventa inclusivo e non esclusivo. L'apertura di una corte centrale, che nasce dall'esigenza di illuminazione degli ambienti, diventa un giardino protetto contrapposto all'esteso parco perimetrale. Concettualmente la sottrazione del volume corrispondente alla corte interna si ripropone in corrispondenza della sala polivalente che per esigenze funzionali deve avere un'altezza maggiore rispetto agli altri ambienti. Tramite un semplice sfalsamento dei volumi, il blocco a corte viene quindi diviso nelle sue due parti principali, quella diurna e quella prevalentemente notturna/ricettiva generando una spina centrale di ingresso e distribuzione. I vuoti originati dallo sfalsamento diventano filtri tra esterno e interno e ne nascono due ambienti completamente vetrati e luminosi: il wintergarten e la corte d'ingresso.
Il dislivello tra il lotto e l'area circostante è ottimale per una copertura vegetale dell'edificio che diviene il primo elemento
percepito da via Paladino, quasi in continuità col parco in cui l'edificio s’inserisce. La vegetazione della copertura
comprende arbusti tappezzanti, arbusti profumati e semicespugliosi come timo, origano, lavanda e rosmarino, ottenendo un risultato molto piacevole alla vista e restituendo, alla quota di copertura, la superficie a verde effettivamente sottratta per l’edificazione. Sulla copertura della sala polivalente verranno invece concentrati i pannelli fotovoltaici.
Anche la tecnologia costruttiva dell’involucro edilizio, interfaccia esterno-interno, e la sapiente collocazione di aree verdi
semi-esterne sono state pensate nell’ottica di far apparire l’edificio non come una barriera, ma come un invito ad entrare. Così, il susseguirsi di pelli forate o semitrasparenti (rete Keller), le due corti semi-esterne e la ricerca compositiva di facciata (riquadri delle finestre su piani diversi), creano un edificio che si materializza gradualmente entrandoci, o al contrario un edificio che si dissolve nel parco man mano che si esce.
La conformazione a “doppia C speculare” genera due zone per funzioni diurne e notturne, le quali, grazie all’opportuno orientamento nel lotto, godono delle migliori condizioni ambientali in inverno. Il centro diurno, con esposizioni prevalenti est/sud-est, riceve luce naturale e guadagno solare termico nella prima parte della giornata, quando è effettivamente occupato, mentre le funzioni ricettive (alloggi e spazio autonomia), esposte invece a ovest/nord-ovest, accumulano calore da irraggiamento solare nella fase pomeridiana, preparandosi per un uso serale e notturno. In estate, la vegetazione circostante e le soluzioni tecnologiche dell’involucro edilizio evitano l’irraggiamento incidente e limitano il surriscaldamento dei locali.