Senior City Cortina : TIPISTUDIO


Senior City Cortina, 30 alloggi per anziani autosufficienti
PROGETTO FINALISTA

tipologia: concorso in 2 fasi
cliente: Fondazione architettura Belluno dolomiti (www.fabd.it)
anno: 2013
luogo: Cortina d’Ampezzo (BL)

Si dimostra sempre delicato l’approccio di una nuova architettura al paesaggio alpino dove fra una natura austera e gli edifici rurali ormai parte di essa, sembra esserci poco spazio per qualcosa d’altro.
«L’architetto, come quasi ogni abitante della città, non ha civiltà. Gli manca la sicurezza del contadino, che possiede invece una sua civiltà. L’abitante della città è uno sradicato» sosteneva Adolf Loos in uno scritto del 1910 sull’architettura alpina. Cimentarsi nella progettazione di un nuovo edificio in questo contesto così “genuino” rischia di far emergere l’inciviltà di chi non ha mai abitato queste montagne. Significa lavorare con cura e con tocco leggero per non alterare gli equilibri tra le preesistenze.
L’approccio è stato dunque ricercare l’essenziale da inserire in questo paesaggio consolidato provando a contenere il più possibile l’edificato, mitigarlo e allo stesso offrire ai futuri fruitori un susseguirsi piacevole di spazi differenziati, di facile utilizzo e accessibilità, ma sempre a contatto con la natura circostante. Per ricalcare l’esigenza di una minor dispersione del costruito si sono creati tre livelli di alloggi su due blocchi che si presentano come una tipologia tradizionale a falde che mutua le forme dell’architettura rurale alpina. Il complesso si sviluppa in forma di “C” che accoglie abitanti e visitatori ed allo stesso tempo crea un’intima semi-corte con un’alternanza di superfici verdi e pavimentate, attrezzate con sedute che delimitano le due superfici. I due blocchi di alloggi, da realizzarsi in fasi successive, distano la misura necessaria per differenziarsi di un piano secondo il movimento naturale del terreno e sono collegati dal volume dei servizi che vi si insinua seguendo l’andamento delle curve di livello. Si crea così uno sfalsamento di volumi i quali, nonostante restino di facile accessibilità a qualunque utente, risultano modellati sul sito senza eccessivi movimenti di terra.
La relazione tra l’uomo e la natura è costante e reciproca. Se gli alloggi godono tutti di un affaccio sul verde, le aree comuni ne divengono spesso la continuazione, attraverso pareti-filtro vetrate che durante le stagioni più miti si aprono per offrire una completa continuità fra l’esterno e l’interno del complesso. La natura permea così nell’edificio, anzi ne diviene il cuore, concentrandosi nel wintergarten che nasce come elemento generatore del progetto e diviene cardine dello spazio distributivo. Un vuoto nel pieno che si sviluppa in altezza fino a raggiungere l’ultimo piano degli alloggi, fungendo da elemento di luce e fulcro delle relazioni, una sorta di piazza-giardino coperta ma luminosa, grazie al sistema di copertura vetrata, schermata con frangisole che l’avvolgono completamente. Con la sua ampia esposizione a sud diventa una vera e propria serra invernale, le cui vetrate (sempre opportunamente schermate dai frangisole) potranno aprirsi completamente in estate per estendersi nella piazzetta verde da un lato o nella semi-corte dall’altra, in modo da ottenere una totale permeabilità dell’edificio, che in inverno si chiude invece in un giardino coperto, accogliente e luminoso.